invito arte digitale

Mostra Digitale Basilè Costa Parejà

Matteo Basilè :

è nato nel 1974 a Roma ed è uno dei principali esponenti dell'arte digitale in Italia e in Europa. Esordisce nel 1997 con la sua prima personale presso la galleria Il Ponte Contemporanea di Roma. Espone in molti tra i più significativi contesti in Italia e all'estero. Nel 2002 vince il Premio New York. Da circa dieci anni fonde la cultura digitale con l'iconografia classica, reinventando l'idea del ritratto. I suoi personaggi, catturati dallo scatto digitale, divengono icone senza tempo, nelle quali i segni tracciati sulla pelle raccontano geografie di intime memorie.
IL SUO SITO : www.matteobasile.com

 

Giacomo Costa :

Nasce a Firenze nell’ottobre del 1970, studia violino fino all’età di quattordici anni. Si iscrive al liceo classico ma lo abbandona nel 1986 per dedicarsi all’attività di motocrossista e di meccanico di moto. Nel 1990, terminati gli studi da privatista, l’amore per la montagna, che ormai ha preso il sopravvento su qualsiasi altro interesse, lo allontana da Firenze per condurlo attraverso le montagne d’Europa. Nel ‘92 individuato il Monte Bianco come il suo ambiente alpino preferito, si trasferisce a Courmayeur dove effettua lavori di montagna quali il muratore di quota e i disgaggi e in fine, passato un periodo di lavoro al Rifugio Torino, inizia a fare foto di montagna. Il nascente interesse per la fotografia lo riconduce a Firenze dove apre uno studio fotografico dedicandosi prevalentemente alla ritrattistica. Nel ‘94 conosce il critico Maria Luisa Frisa che lo introduce nel mondo dell’arte e così progressivamente abbandona la fotografia commerciale per dedicarsi dal 1996 esclusivamente alla ricerca. Nel 1998 inizia un rapporto di lavoro con Photology che lo promuove in Italia e soprattutto. Nel 1998 viene invitato a "Fuori Uso". Nel 1999 Partecipa alla XIII Quadriennale e alla VIII Biennale della Fotografia di Torino ed ottiene una personale nella sede londinese di Photology, una nella galleria No Code di Bologna ed una nella galleria Arthur Roger di New Orleans. Nel 2000 espone in una personale da Photology a Milano e da Laurence Miller a New York. Viene invitato al Contemporary Art Center di New Orleans nella mostra "Photography Now". Nel 2001 partecipa al Premio Cairo. Nel 2002 amplia i suoi orizzonti iniziando collaborazioni strette anche con altre realtà del mondo dell’arte realizzando così la personale "Megàlopòlis" alla galleria Sergio Tossi. Nel 2003 inizia anche una collaborazione con la galleria genovese Guidi&Schoen realizzando la personale "cityENDscapes" e con la galleria Studio la Città di Verona con la serie di immagini di montagna. Nel 2003 vince il premio Casoli. Attualmente vive e lavora a Firenze e si dedica al soccorso su ambulanze e nei mesi invernali al soccorso sulle piste da sci. Dal 2000 ha iniziato nuovamente a correre in moto.

Raffael Pareja :

La tecnica digitale consente a Pareja di creare una forma estetica particolarmente attraente. Una base di impostazione decisamente pittorica convive infatti con l’artificialità brillante della stampa fotografica con risultati davvero sorprendenti. I soggetti fanno riferimento ad opere letterarie, cinematografiche e musicali tanto da far entrare lo spettatore in sintonia perfetta con tutto l’universo artistico e culturale dell’autore.

Il catalogo contiene, oltre alla riproduzione delle opere, i testi di Gianluca Marziani e Valentina Tanni.

Eccone acuni estratti:

“Migliaia sono i viaggi che l’uomo ha compiuto, in ogni epoca e in molta letteratura, per ritrovare sé stesso e riconquistare una ragione indebolita, un senso smarrito. Immerso in un ideale fiume di piscine (Caravan of Swimmers), solo davanti al muro assolato di una prigione (Folsom Prison’s Wall), inghiottito dal cuore nero della giungla (Sotto gli alberi), o chiuso nel grembo protettivo e paranoico della propria stanza (La Via del Latte). Ognuno dei quadri di questa mostra porta con sé, nel titolo, il riferimento ad un’opera letteraria (Conrad, Durrematt, De Lillo, Poe, Dostoevskij), cinematografica, (Kurosawa, Perry, Lynch), in un caso, quello di Johnny Cash, un brano musicale. Il quadro svela così una piccola parte della sua genesi, si dichiara frutto di un meccanismo evocativo. Lungi dall’illustrare semplicemente, l’opera d’arte si fa recettore di una moltitudine di suggestioni, in un affascinante tentativo di ricomporre le immagini mentali e le atmosfere emotive che ognuno di noi ricrea mentre ascolta un racconto. E che mescoliamo, nella memoria, ad altre suggestioni, ad altri luoghi, ad altre storie, ad altri sogni. Rafael Pareja lo fa ridisegnandone pazientemente le forme e scegliendo con cura i colori, cercando di sintonizzarsi sul battito profondo delle vicende cui fa riferimento.”
Valentina Tanni

 

“Rafael Pareja da sempre cerca la zona d’ombra nelle persone, il lato oscuro delle storie, l’ambiguità del paesaggio in cui quelle storie prendono vita. Da qui si inoltra nel punto di stallo delle emozioni, nel frangente sensoriale in cui percepisci la catarsi imminente o il momento che segue l’apice della tensione. L’ideazione scivola tra flussi del pensiero, nei frangenti liquidi della mente in cui galleggiano archetipi primordiali. Pareja nuota così verso le profondità interiori, dove la luce dello scandaglio rompe la nettezza catramosa della mancata conoscenza. Laggiù si annidano le paure recondite, i dilemmi categorici, le vibrazioni emotive più intense. E laggiù rovista lo sguardo sensibile, cogliendo forze catalizzanti, oggetti sovraccarichi, ambienti dalle suggestioni emozionali.”
Gianluca Marziani

Rafael Pareja Molina nasce a Trento nel 1972. Vive a Roma.

 

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