Elisa Pavan ( in collaborazione con galleriacarini.com )

Le figure che nell’acqua si muovono alla ricerca di un percorso che le conduca ad una virtuale seconda “vita” sono l’artista stessa ed alcune amiche, che volentieri hanno prestato il corpo al racconto. Non a caso, l’attenzione si focalizza sui gesti e non sul volto, semicoperto, per esaltare la plasticità dei movimenti e la voglia di emergere della figura.
Discorso non del tutto diverso, poi, per “Dormiveglia”, con l’uovo protagonista e collegato al senso fisico di maternità. Questa seconda sezione, cui fa da sfondo un breve film, è molto più intuitiva e intuibile della prima. Qui, attraverso le immagini che descrivono il processo, il movimento prende piano piano il posto della staticità, che viceversa le foto, a prima vista, suggerirebbero. Non a caso, l’artista ha “svelato” la parte finale del processo attraverso il video che la televisione diffonde di continuo: solo così il cerchio si chiude.
Presentata da Pier Giuseppe Carini, di professione gallerista, Elisa Pavan – 25 anni ancora da compiere – ha già un biglietto da visita di tutto rispetto. E’ considerata, nel campo della videoarte, un’artista emergente. In Italia, è conosciuta: basta leggere il curriculum e prendere nota delle esposizioni a cui ha partecipato, raccogliendo i complimenti del pubblico e della critica. Non è quindi difficile immaginare che, in futuro, sentiremo ancora parlare di lei.

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