invito paolo fiorentino

Mostra di Paolo Fiorentino ( in collaborazione con tossi arte contemporanea )

Paolo Fiorentino è nato a Roma, dove vive e lavora, nel 1965. Sono numerose, ormai, le esposizioni personali e quelle collettive. Sue opere sono state presentate in molte nazioni: Francia, Portogallo, Svizzera, Libano,Giordania, Egitto, Turchia, Australia, Croazia, Serbia e altre zone dell?Est europeo. Nel 1994 ha partecipato alla mostra Ritratto Autoritratto, al Trevi Flash Art Museum, Palazzo Lucarini. Nel 1996 viene invitato alla XII Quadriennale d'Arte di Roma, Ultime Generazioni e, in questa occasione, la Camera dei Deputati ha acquistato una delle tré opere esposte per collocarla nel Palazzo di Montecitorio. Nel 1998 ha partecipato alla Festa dell'Arte, presso l' Ex Mattatoio a Roma ed è stato invitato alla mostra Profili di Roma al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Università degli Studi di Roma La Sapienza.
Nel 1999 ha partecipato alla mostra I Giganti, Arte Contemporanea nei Fori Imperiali a Roma.
Sempre nel 1999, viene invitato alla mostra La Pittura Ritrovata, presso il Museo del Risorgimento, Complesso del Vittoriano di Roma. Nel 2001 ha esposto alla mostra Cantieri Romani, alla Galleria Comunale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma; l'opera è stata acquistata dall'Agenzia per il Giubileo e destinata alla raccolta permanente della Galleria Comunale stessa. Alla fine del 2001 ha partecipato alla mostra La Pittura delle Gioie, esposizione organizzata dalla Bvlgari S.p.A. presso il Tokyo International Forum, il Kyoto Takashimaya e l'Isetan Tokyo Museum, in Giappone. Nel 2002 vince il prestigioso Premio Michetti ( LIII edizione), «La città e le nuvole», presso il Palazzo San Domenico- Museo Michetti, in Francavilla al Mare ( CH ). Nel 2003 viene invitato ad esporre nella mostra ? Italian Factory- la nuova scena artistica italiana ?: in Extra 50, evento nell? ambito della 50esima esposizione internazionale d?arte la Biennale di Venezia, istituto di Santa Maria della Pietà; nel palazzo del Parlamento Europeo di Strasburgo e nel Palazzo della Promotrice delle Belle Arti di Torino.Nel medesimo anno è invitato alla mostra ? Inchiostro Indelebile ? al M.A.C.R.O. ex Mattatoio, Roma. Nel 2004 suo è il progetto ? Fascisti su Marte ? presentato alla Milano Flash Art Fair con lo Studio Andrea Gobbi di Roma. Nel mese di novembre e dicembre 2004 ha esposto presso la Galleria Sergio Tossi Arte Contemporanea di Firenze con una personale dal titolo ?Getaway?.

Nell'attuale panorama dell'arte italiana contemporanea assistiamo - oggi sempre più di ieri - a una tale molteplicità di linguaggi, stili e tecniche da rendere complessa la lettura delle diverse personalità autorali,la definizione delle loro scelte visive e le motivazioni alla base della propria ricerca. Questa vivacità di proposte, che da una parte può essere recepita come indice di vitalità del mondo dell'arte, dall'altra è un segno dei tempi dove regna il "troppo di tutto" il più delle volte superficiale, di facciata, generato o assorbito da un sistema di mercato onnivoro e privo di discernimento. In questo allegro e disinvolto marasma si impone la necessità, per il pubblico e per gli studiosi dell'arte, di una sempre maggiore attenzione per trovare qualità e rigore effettivi, che durino nel tempo e non deperiscano come le mode più sensazionali ed effimere perchè l'arte è, davvero, un'altra cosa rispetto a tutto questo. Lo sa bene Paolo Fiorentino che, da molti anni, porta avanti una meticolosa pittura di immagine che affonda le proprie radici in una certa cultura classica ed è caratterizzata da scelte linguistiche e stilistiche raffinate, ad alto tasso intellettuale, che necessitano di tempi dilatati e di giusta concentrazione per essere compresi pienamente.

L'ossatura del suo lavoro pittorico è stata inizialmente fortemente sorretta da una propensione alla citazione di una tradizione pittorica italiana classica che si è via via emancipata e confrontata con il proprio contesto metropolitano, multiculturale, tecnologico, super e plurimediale; questo ha portato a una fatale e quanto mai fertile trasformazione del lavoro di Fiorentino orientandolo oltre la citazione: verso una vera e propria reinterpretazione di quei canoni estetici, poetici e concettuali che egli ha mescolato a un vissuto più attuale e complesso. Questa modalità operativa è orientata a idealizzare e a universalizzare la sua figurazione per spostare l'attenzione dai soggetti prescelti ai significati che essi racchiudono e veicolano. I suoi luoghi sono visioni della mente, irreali ma credibili allo stesso tempo, campo di una speculazione intellettuale essenziale e quanto mai meditata. Per intenderci: la scelta di Fiorentino è certamente legata alla memoria ma attraverso un'operazione che supera, come abbiamo detto, la soglia della citazione, va oltre la bella pittura e approda a una più complessa contaminazione linguistica. Infatti, le sue messe in scena, potenti e discrete allo stesso tempo, giocano su molti piani, toccando l'arte classica, archetipi trecenteschi e quattrocenteschi, arte del novecento e Metafisica, architettura e fotografia di quel periodo, scenografia.... Soprattutto, è interessante l'uso, se non l'invenzione, di un triplice passaggio, di cui fa un uso interessante: la sua statuaria classicheggiante e i suoi paesaggi urbani richiamano certamente l'arte antica ma quella già manipolata, presa cioè a modello da un'arte successiva, quella italiana e più ideologica degli anni '20/'30 e, diversamente, da quella Metafisica.

 

© 2009 - All rights reserved | Valid: xHTML - CSS | Web by FLYFREE